Direzione regionale Sardegna

Le lettere di Garibaldi

Due pannelli che calano dal soffitto lungo il pilastro che delimita l’ingresso alla mostra, offrono alla lettura le copie di tre lettere inviate da Giuseppe Garibaldi ai cittadini del collegio elettorale della Gallura e di Ozieri che lo elessero deputato al Parlamento nel 1867 e nel 1868.

Una storia poco conosciuta della grande epopea risorgimentale, ma rivelatrice dello speciale legame tra il Generale e la Sardegna.

Nei documenti la cronaca autentica di uno dei più tragici momenti della vita militare di Garibaldi ma anche delle sue movimentate vicende elettorali, con accettazioni di candidature alternate a dimissioni e ripensamenti.

Eletto nel 1867 nei collegi di Andria, Ozieri e Mantova, dopo l’inaspettata scelta per Mantova, opta definitivamente per Ozieri.

Nell’agosto del 1868, le dimissioni.

I vuoti dell’epistolario non consentono di ricostruire la vicenda che si concluse a dicembre del 1868 con l’accettazione del secondo mandato.

Nella prima lettera, del 25 marzo 1867, diretta agli elettori, Garibaldi declinando il mandato degli altri collegi, giustifica la scelta per quello di Mantova e raccomanda per il collegio sardo il generale Avezzana.

Nella seconda, inviata il 25 agosto 1868 al sindaco di Ozieri - Francesco Bertolotti Sequi – comunica le proprie dimissioni.

Lunga e di intenso contenuto l’ultima, scritta il 24 dicembre 1868, a quattro giorni dalla seconda elezione: dopo aver confidato al sindaco Bertolotti le titubanze avute riguardo alla propria candidatura, il Generale rievoca le vicende dell’Agro Romano, dalla fuga da Caprera al tentativo fallito della presa di Roma, fino alla bruciante sconfitta di Mentana.

Il piglio che accompagna le invettive contro Governo e Stato Pontificio, l’amarezza per la Capitale perduta, si stemperano nel compianto e nel sentimento di riconoscenza per “quel pugno di giovani” che lo hanno seguito a Mentana, fino al sacrificio estremo.

La passione del condottiero si unisce al rigore morale del deputato, che vive la carica elettorale come esclusivo servizio alla Nazione.

Toccanti le parole d’affetto per i “fratelli” della Gallura e di Ozieri:

“Io sono Superbo di appartenervi ed ove l’occasione si presenterà in cui io possa essere utile alla mia terra d’adozione volenteroso vi darò la vita”.


Le lettere sono state gentilmente concesse in copia dal Comune di Ozieri.

Gli originali sono stati donati dalla città al Museo Nazionale del Risorgimento.

Cagliari, 14 ottobre 2011