Direzione regionale Sardegna

Nessun errore nelle cartelle relative ai condoni.

Nelle ultime settimane alcuni organi di informazione della penisola hanno diffuso la notizia secondo cui sarebbero in corso di emissione in tutta Italia oltre un milione di “cartelle pazze”, relative a contribuenti che si sono avvalsi degli ultimi condoni fiscali.

Al riguardo, si precisa che la notizia è assolutamente priva di fondamento, per due ordini di motivi:

• innanzitutto perché le cartelle di pagamento formate in seguito alle iscrizioni a ruolo previste dagli artt. 8, 9 e 14 della legge n. 289 del 2002 (cosiddetto “condono”) sono complessivamente circa 140.000, e non un milione;
• in secondo luogo, perché queste cartelle sono da ritenersi del tutto legittime e corrette, in quanto relative all’omesso pagamento di rate di condono successivamente oggetto di definizione ai sensi della medesima legge n. 289. Tale condotta è confermata anche dalla Suprema Corte di Cassazione, che proprio di recente ha escluso la tesi della “condonabilità del condono”.

Più precisamente, la sanatoria di cui all’art. 9-bis della Legge 289 del 2002 aveva ad oggetto i ritardati od omessi pagamenti “delle imposte o delle ritenute risultanti dalle dichiarazioni annuali”. Appare evidente, pertanto, che non era possibile assoggettare a tale tipo di definizione le somme dovute a titolo di altra sanatoria, dato che esse non si identificano univocamente con una imposta o una ritenuta (rappresentando, invece, un coacervo di importi comprensivi di interessi) e, soprattutto, non emergono da una dichiarazione annuale (quali la dichiarazione dei redditi, la dichiarazione Irap, la dichiarazione Iva e la dichiarazione dei sostituti d’imposta), bensì da una dichiarazione integrativa (quale quella di condono) presentata una tantum per manifestare al Fisco la volontà di definire la propria posizione debitoria.

Cagliari, 8 ottobre 2008