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Accesso alle banche dati dell'anagrafe tributaria

La Direzione regionale della Sardegna è competente a trattare le istanze di accesso alle banche dati dell’Anagrafe Tributaria, compreso l’Archivio dei rapporti finanziari, formulate ai sensi degli artt. 492-bis c.p.c. e 155-quater, quinquies e sexies disp. att. c.p.c. autorizzate dai Presidenti oppure dai giudici delegati dei Tribunali della Sardegna.

MODALITA' DI PRESENTAZIONE

Le istanze di accesso devono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica certificata dr.sardegna.gtpec@pce.agenziaentrate.it . In alternativa le richieste possono essere trasmesse tramite il servizio postale con raccomandata A.R. indirizzata all’Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale della Sardegna, Ufficio Servizi e Consulenza, via Bacaredda n. 27, 09127 CAGLIARI, o consegnate manualmente al servizio Protocollo della Direzione Regionale unitamente alla copia del documento di riconoscimento del soggetto incaricato alla consegna.

Al fine di ridurre i tempi di lavorazione delle richieste è necessario indicare nell’oggetto: Accesso alle banche dati ex art. 492-bis c.p.c. autorizzata dal Tribunale di __________ Avvocato _____________ RG n. _____ Debitore _________

DOCUMENTI DA ALLEGARE

Le richieste di accesso alle informazioni contenute nelle banche dati dell’Anagrafe tributaria e dei rapporti finanziari, che devono indicare i nominativi delle parti (debitore e creditore) ed i rispettivi codici fiscali, vanno firmate in modalità autografa (allegando copia del documento di riconoscimento in corso di validità) ovvero devono essere munite di firma digitale. Alle richieste va allegata la seguente documentazione:

  • autorizzazione del Presidente o Giudice delegato del Tribunale, in originale o munita di attestazione di conformità all’originale ai sensi dell’art. 16-bis, comma 9-bis del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito nella Legge n. 221 del 2012, firmata digitalmente con estensione del file “p7m”;
  • istanza di autorizzazione alla ricerca dei beni ai sensi dell’articolo 492-bis c.p.c. presentata al Tribunale competente;
  • procura di accesso alle banche dati rilasciata dal creditore al legale che lo rappresenta. E’ sufficiente anche la procura rilasciata in calce o a margine di altro atto allegato (decreto ingiuntivo o atto di precetto), purché il mandato comprenda anche la fase esecutiva.
DATI E INFORMAZIONI CHE POSSIAMO FORNIRE

I dati e le informazioni che l’Agenzia delle Entrate fornisce sono i seguenti:

  • ultima dichiarazione dei redditi, se presentata nell’ultimo biennio;
  • certificazioni trasmesse dai sostituti d’imposta per i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo percepiti. E’ fornita l’annualità più recente con riferimento all’ultimo biennio;
  • elenco degli atti del registro con riferimento all’ultimo decennio;
  • elenco degli istituti di credito e degli altri intermediari finanziari con i quali il debitore intrattiene rapporti finanziari, con riferimento all’ultima annualità. Non sono presenti i dati relativi ai saldi, alla giacenza media e ai movimenti.

E’ consentito richiedere l’integrazione della documentazione qualora vi fosse interesse ad acquisire informazioni per periodi anteriori rispetto a quelli presi in considerazione. In seguito al primo accesso non è, invece, consentito richiedere, sulla base del medesimo provvedimento autorizzativo, la verifica di eventuali cambiamenti rispetto alla situazione patrimoniale già comunicata.

L’Agenzia delle Entrate non fornisce informazioni sulla proprietà di autoveicoli o natanti del soggetto debitore, né sui dati di natura previdenziale. Per le informazioni di natura ipotecaria o catastale è necessario rivolgersi direttamente agli Uffici Provinciali-Territorio.

TRIBUTI SPECIALI

L’invio dei dati e delle informazioni estratti dalle banche dati presuppone il pagamento di tributi speciali, secondo le disposizioni previste dalla Tabella A allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 648. L’importo del pagamento verrà comunicato, dopo aver accertato la completezza della documentazione presentata, a seguito dell’operazione di estrazione dei dati e della conseguente quantificazione della somma dovuta. Il versamento deve essere eseguito dal creditore con modello F24, codice tributo 1538, e inviato all’ufficio; oppure, per importi non superiori ad € 25,82, con consegna di contrassegno sostitutivo delle marche da bollo.

I tributi speciali non sono dovuti nei seguenti casi:

  • recupero dei crediti professionali maturati in qualità di difensori d’ufficio, secondo la procedura prevista dall’art. 32 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale;
  • controversie in materia di lavoro, secondo le previsioni dell’art. 10 della legge 11 agosto 1973, n. 533;
  • procedimenti relativi allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio e procedimenti esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni, come previsto dalla legge 6 marzo 1987, n. 74.